CONSTANTLY CONNECTED
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A new generation, never seen before, will inhabit the world. The ConstantlyConnected ones. To be followed by the rest of humanity. Forever.
But in this immature phase of this new humanity, the carnival is so evident as well as malfunctions it produces.
Connection distracts from the real present and splits it into a series of short fractions of time, as well as the connection is split in countless series of links and random information.
The schizophrenia of multiplied pixels and suspended time, generates a sort of web’s democratic aristocracy.
New characters misaligned with the senses and a deep confidence in their own mental dilatation.
A court of foolish prophets, hyper-informed and ignorant. People of a new formal aesthetics, living in multiples of itself.
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Una nuova generazione, mai vista prima, abiterà il mondo. I ConstantementeConnessi. Alla quale seguirà il resto dell’umanità. Per sempre.
Ma in questa fase immatura di questa nuova umanità, il carnevale è apparente così come le disfunzioni che genera.
La connessione distrae dal vero presente e lo spezza in una serie di piccoli periodi temporali, così come la connessione è spezzata in innumerevoli serie di link e informazioni spesso casuali.
La schizofrenia del pixel moltiplicato e del tempo sospeso genera una specie di aristocrazia democratica del web.
Personaggi nuovi, con i sensi disallineati, e una profonda certezza nella propria dilatazione mentale. Una corte di profeti sciocchi, iperinformati e ignoranti. Popolo di una nuova estetica formale, viventi in multipli di sé.
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CONTEMPORARY ARISTOCRACY
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Ero ad Hong Kong, nella metropolitana. Qualche giorno prima ero stato ad Bangkok, sullo skytrain. E prima ancora a Singapore.
Osservavo con una certa distrazione l’umanità che mi circondava. Ma anche con interesse. Poichè nessuno mi guardava, come io guardavo loro.
In effeti nessuno guardava nessuno, concentrati sulle loro connessioni mobili. E quando lo sguardo si alzava, era uno sguardo distante, distaccato, rivolto ad una minima parte di realtà e senz’altro distratto dalla concretezza dell’insieme.
Mi sono ricordato di ritratti che l’aristocrazia europea ha lasciato in testimonianza di sè. Alla curiosa sensazione che restituiscono quelle espressioni che risultano sconcertate, miopi, sciocche, tavolta strabiche. Perlomeno ad una superficiale sensibilità contemporanea.
Indicano, con chiarezza, il distacco dalla realtà che l’aristocrazia ha sempre portato come vanto.
La lontananza dalle altre classi e dagli obblighi del lavoro.
La sognante esclusività. Per certi versi la generazione dei sempre-connessi mi riporta a tutto ciò. Il senso del distacco, la lontananza dal contingente pratico e la valutazione della realtà attraverso masse di informazioni digitali.
Una visione del reale molto diversa dalla mia, uomo del secolo scorso, nato analogico.
Questo è stato il mio pensiero divertito. E questo lavoro grafico, il mio divertimento.


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